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Nervöse Republik


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On 17.11.2019
Last modified:17.11.2019

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Mchte. Wer gerne bezahlt. Zustzlich kann man sich RTL II Society von sich.

Nervöse Republik

Der vielfach preisgekrönte Autor Stephan Lamby hat für seine minütige Dokumentation "Nervöse Republik" einige Politiker und Journalisten ein Jahr lang. Stephan Lamby zeigt in seiner ARD-Doku "Nervöse Republik" ein Land, dessen wortführende Klasse in eine Identitätskrise gerät. Der vielfach preisgekrönte Autor Stephan Lamby hat für seine minütige Dokumentation Nervöse Republik einige Politiker und Journalisten.

Nervöse Republik Politiker und Journalisten ein Jahr lang beobachtet

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Nervöse Republik

"Nervöse Republik" zeigt ein fein gezeichnetes Bild der politischen Klasse aller Couleur und ihre Wechselwirkungen mit den Medienmachern. Der vielfach preisgekrönte Autor Stephan Lamby hat für seine minütige Dokumentation Nervöse Republik einige Politiker und Journalisten. Der Film „Nervöse Republik“ zeichnet ein Bild von Menschen in Erwartung einer Wende, von der sie nichts verstehen. Nervöse Republik Aktivieren Sie Javascript jetzt, um unsere Artikel wieder lesen zu können. Es zählt nurmehr Naruto Ger Stream Versuch, den Ereignissen eine Deutung aufzudrücken, auch wenn sie nur noch hinkt. Nervosität ist ein gutes Vorzeichen dafür, dass der Lustih ein Ende findet. Sie müssen wir genauso sehr infrage stellen wie die Aussagen von Politikern oder anderen Potentaten. Unbeabsichtigt bestätigt es ihren unüberlegten Jerusalem Syndrom auf Medien. Die Welt ist schwierig. Sie entkoppelt sich von den Welten der Politik und der Medien. "Nervöse Republik" zeigt ein fein gezeichnetes Bild der politischen Klasse aller Couleur und ihre Wechselwirkungen mit den Medienmachern. Dokumentarfilmer Stephan Lamby beobachtet fürs Erste „Die nervöse Republik“. Doch Politiker und Journalisten haben sich längst auf die.

Nel suo gabinetto entrarono anche per la prima volta dei socialdemocratici, tra i quali Philipp Scheidemann come segretario di Stato senza competenze.

La popolazione tedesca apprese l'accaduto solo il 5 ottobre. Nell'emozione generale per la sconfitta bellica ormai manifesta, i cambiamenti costituzionali passarono quasi inosservati.

Questi cambiamenti furono deliberati anche formalmente dal Reichstag il 28 ottobre. D'ora in avanti il Cancelliere e i ministri del Reich erano legati alla maggioranza del Reichstag.

Con questo l'Impero tedesco era passato da una monarchia costituzionale ad una parlamentare. Dal punto di vista della direzione della SPD, la "riforma di ottobre" soddisfaceva tutti gli obiettivi di diritto costituzionale del partito.

Ebert considerava quindi il 5 ottobre come la "nascita della democrazia tedesca" e, dopo la spontanea rinuncia al potere dell'Imperatore, riteneva superflua una rivoluzione.

Nelle tre settimane successive il presidente statunitense Wilson rispose alla proposta tedesca di armistizio con tre note diplomatiche.

Come precondizione per i negoziati pretese in esse il ritiro della Germania da tutte le zone occupate, la cessazione della guerra sottomarina e, anche se formulata in maniera volutamente sibillina, l'abdicazione dell'Imperatore, per rendere irreversibile il processo democratico in Germania.

Egli pretendeva ora di riprendere la guerra, che solo un mese prima aveva dichiarato perduta. Tuttavia la sua esplicita ed insistente richiesta di armistizio aveva ormai rivelato agli avversari tutta la debolezza dell'Impero.

Le truppe tedesche erano rimaste in attesa dell'imminente fine della guerra e premevano per tornare a casa. Il 5 novembre gli Alleati accettarono l'avvio delle trattative per l'armistizio.

Mentre le truppe stanche della guerra e la popolazione delusa dal governo imperiale attendevano la rapida fine del conflitto, a Kiel , il Comando della Marina tedesca Marineleitung guidato dall'ammiraglio Franz von Hipper progettava di propria iniziativa di inviare la flotta in un'ultima battaglia contro la Royal Navy nel Canale della Manica.

Nella notte fra il 29 e il 30 ottobre , alcuni equipaggi rifiutarono di obbedire agli ordini. A bordo di tre navi del III. Sulle navi da battaglia del I.

Dopo aver svolto senza incidenti un'esercitazione con le sue navi da battaglia, il comandante dello squadrone, viceammiraglio Kraft, si convinse di avere nuovamente il controllo dei suoi equipaggi e, durante il tragitto attraverso il Canale di Kiel, fece arrestare 47 marinai della "Markgraf", considerati come i principali caporioni, e giunti a Kiel li fece rinchiudere nella prigione militare Arrestanstalt.

I marinai ed i fuochisti tentarono allora di impedire una nuova partenza della flotta e di ottenere il rilascio dei loro compagni.

Delegazioni inviate ai loro ufficiali, per chiedere il rilascio degli ammutinati, non furono ascoltate. Con il motto "pace e pane" Frieden und Brot la folla non chiedeva solo il rilascio degli ammutinati, ma anche la cessazione della guerra ed un migliore approvvigionamento di generi alimentari.

Alla fine i partecipanti si trasferirono alla prigione militare, per liberare i marinai arrestati.

Vi furono 7 persone uccise e 29 gravemente ferite. Anche i dimostranti risposero al fuoco. Steinhäuser fu gravemente ferito da colpi inferti con il calcio dei fucili e da colpi d'arma da fuoco ma, contrariamente a quanto affermato in seguito, non fu ucciso.

Tuttavia la protesta di massa era ormai diventata una rivolta generale. Nel complesso di caserme a nord di Kiel si svolsero delle dimostrazioni.

I soldati e i lavoratori presero il controllo delle istituzioni civili e militari di Kiel. Il governatore della base della Marina, Wilhelm Souchon , si vide costretto a negoziare e a rilasciare i marinai imprigionati.

Quando, contro l'accordo tra Souchon e Artelt, truppe esterne avanzarono per stroncare la ribellione, furono intercettate dagli ammutinati e o si ritirarono o si unirono al movimento dei rivoltosi.

A tal fine si fece eleggere presidente del consiglio dei soldati. Nei giorni seguenti anche negli altri stati tedeschi tutti i sovrani abdicarono, l'ultimo il 22 novembre fu Günther Victor dello Schwarzburg-Rudolstadt.

Il loro orientamento era democratico , pacifista e antimilitarista. Oltre ai principi essi privarono del potere solo i comandi militari, fino ad allora onnipotenti.

Al fine di creare un esecutivo impegnato verso la rivoluzione ed il futuro governo, i consigli rivendicarono per il momento solo la supervisione delle amministrazioni che in precedenza erano state nelle mani dei comandi militari.

Ebert era d'accordo con Max von Baden che una rivoluzione sociale dovesse essere impedita e che l'ordine statale dovesse essere mantenuto ad ogni costo.

Ebert credeva che la SPD in futuro avrebbe necessariamente riportato maggioranze parlamentari, che l'avrebbero messa in condizione di realizzare i suoi progetti di riforma.

Per poter esibire un successo ai suoi seguaci, ma al tempo stesso salvare la monarchia in quanto tale, a partire dal 6 novembre Ebert pretese l'abidcazione del Kaiser.

Ma Guglielmo II , che si trovava ancora nel quartier generale del Comando supremo dell'Esercito a Spa, in Belgio, stava cercando di guadagnare tempo.

Dopo che l' Entente lo stesso giorno aveva accettato i negoziati per un armistizio, egli sperava di ritornare nell'Impero alla testa dell'Esercito e di poter soffocare la rivoluzione con la forza.

Ma io non la voglio, davvero la odio come il peccato. La sera dell'8 novembre la USPD aveva convocato a Berlino 26 riunioni, nelle quali erano stati proclamati per il giorno dopo uno sciopero generale e dimostrazioni di massa.

Ebert per questo motivo aveva preteso ancora una volta in via ultimativa l'abdicazione del Kaiser, e voleva annunciare questo passo alle riunioni come successo della SPD.

Ma anche i soldati di questo Reggimento non erano disposti a sparare su dei concittadini. Quando i loro ufficiali la mattina presto di sabato 9 novembre consegnarono loro bombe a mano, inviarono una delegazione alla redazione dell'organo del Partito socialdemocratico Vorwärts , per ottenere un chiarimento sulla situazione.

In seguito convinse altri reggimenti a mettersi agli ordini di Ebert. In tal modo ai socialdemocratici era toccato il controllo militare della capitale.

Ma Ebert temeva che potesse rapidamente sfuggire loro di mano se la USPD e gli Spartachisti avessero attirato i lavoratori dalla loro parte durante le preannunciate dimostrazioni.

Nel pomeriggio infatti centinaia di migliaia di dimostranti si radunarono in vari cortei nel centro di Berlino.

La sera prima per la prima volta anche un reggimento di guardie si erano rifiutate di ubbidire. Alla fine Max von Baden a Berlino prese la situazione in pugno.

In tal modo Ebert credette di aver trovato una regolazione transitoria fino alla nomina di un reggente. La notizia della rinuncia al trono del Kaiser giunse troppo tardi per fare ancora impressione sui dimostranti.

Karl Liebknecht, solo da poco rilasciato dal carcere, era subito ritornato a Berlino e aveva rifondato la Lega Spartachista il giorno precedente.

Ora progettava la proclamazione della Repubblica socialista. Gli obiettivi di Liebknecht, che corrispondevano alle richieste della Lega Spartachista del 7 ottobre, erano fino ad allora ancora poco conosciuti in pubblico.

Comprendevano soprattutto la riorganizzazione dell'economia, delle forze armate e della giustizia, tra le altre cose l'abolizione della pena di morte.

La SPD al contrario voleva lasciare alla costituente la decisione sul futuro sistema economico della Germania.

Questi pretese a sua volta il controllo dei consigli dei lavoratori Arbeiträte sui soldati, ponendolo come condizione per la sua partecipazione al governo.

Al contrario, sempre la sera stessa avvenne un'azione deliberatamente rivoluzionaria, che tuttavia alla fine si doveva rivelare vana.

Verso le 20 un gruppo di Delegati Rivoluzionari Revolutionären Obleuten delle grandi industrie di Berlino occuparono il Reichstag e formarono un parlamento rivoluzionario.

Diffidavano della direzione della SPD e, indipendentemente dalla rivolta dei marinai, avevano progettato un sovvertimento per l'11 novembre, ma erano stati colti di sorpresa dagli eventi rivoluzionari a partire da Kiel.

Per strappare di mano l'iniziativa a Ebert, decisero allora di proclamare le elezioni per il giorno seguente: ogni impresa di Berlino e ogni reggimento avrebbero dovuto votare in questa domenica consigli dei lavoratori e dei soldati, che avrebbero poi dovuto eleggere un governo rivoluzionario in carica dai due partiti operai SPD e USPD.

La direzione della SPD apprese di questi piani sempre nella sera di domenica. Quando divenne prevedibile che Ebert avrebbe condotto le danze anche nel nuovo governo, progettarono di proporre all'assemblea oltre all'elezione di un governo anche la nomina di un Comitato d'azione.

Il Consiglio Esecutivo decise di convocare per dicembre un "Congresso dei Consigli dell'Impero" a Berlino ossia, un'assemblea generale dei consigli dei lavoratori e dei soldati di tutta la Germania.

Sebbene Ebert avesse salvaguardato il ruolo determinante della SPD, non era soddisfatto dei risultati. Durante le otto settimane di doppio dominio dei consigli e del governo imperiale, quest'ultimo fu sempre dominante.

Il fattore decisivo in questa lotta di potere fu una telefonata la sera del 10 novembre tra Ebert e il generale Wilhelm Groener , il nuovo Primo Generale Quartiermastro a Spa in Belgio.

Dietro il patto segreto Ebert-Groener via era la preoccupazione dei capi della SPD che la rivoluzione potesse sfociare in una Repubblica dei Consigli o Soviet sul modello russo.

L'aspettativa di riuscire in tal modo a guadagnare l'appoggio del corpo degli ufficiali imperiali alla repubblica, tuttavia, non doveva compiersi.

Tanto nella SPD quanto nella USPD era assai diffusa la richiesta di porre sotto controllo democratico almeno l'industria pesante di importanza bellica.

Le ali sinistre di entrambi i partiti e i Delegati Rivoluzionari volevano andare oltre e stabilire una "democrazia diretta" nel settore produttivo. I delegati eletti in questo settore dovevano anche controllare il potere politico.

Era nell'interesse non solo della SPD impedire questa democrazia dei consigli , ma anche dei sindacati , che sarebbero stati resi superflui dai consigli.

Per questo durante gli eventi rivoluzionari i capi del sindacato sotto Carl Legien e i rappresentanti della grande industria sotto Hugo Stinnes e Carl Friedrich von Siemens si incontrarono a Berlino dal 9 al 12 novembre.

Il 15 novembre essi firmarono un "accordo per un gruppo di lavoro" con vantaggi per entrambe le parti: i rappresentanti sindacali promisero di garantire uno svolgimento ordinato della produzione, di porre fine agli scioperi selvaggi , di respingere l'influenza dei consigli e di impedire una nazionalizzazione dei mezzi di produzione.

I datori di lavoro garantirono in cambio l'introduzione della giornata lavorativa di otto ore, che i lavoratori avevano chiesto invano per anni.

Essi concessero inoltre ai sindacati il diritto di rappresentanza esclusiva e il riconoscimento permanente al posto dei consigli.

Entrambe le parti formarono un "Comitato centrale per il mantenimento dell'economia" Zentralausschuss zur Aufrechterhaltung der Wirtschaft.

Un "Comitato di conciliazione" Schlichtungsausschuss doveva mediare nei futuri conflitti tra datori di lavoro e lavoratori.

Con questo, i sindacati avevano raggiunto una delle loro annose richieste, tuttavia minarono tutti gli sforzi di nazionalizzazione dei mezzi di produzione ed eliminarono in gran parte i consigli.

Il Consiglio dei Commissari del Popolo e il Consiglio Esecutivo avevano sostituito il vecchio governo. Ma il precedente apparato amministrativo permaneva quasi immutato.

In tal modo questi funzionari conservavano tutti quanti le loro posizioni ed il loro lavoro continuava in gran parte inalterato.

Tutti i detenuti politici ottennero l' amnistia. In base all'accordo Stinnes-Legien, fu imposta la giornata di 8 ore e furono ampliate le prestazioni dell'assistenza per i disoccupati, della previdenza sociale e dell'assicurazione contro gli infortuni.

Essa doveva esaminare quali industrie erano "idonee alla nazionalizzazione" e preparare una statalizzazione dell' industria mineraria.

Un'espropriazione socialista non fu mai iniziata. Il Consiglio cambiava continuamente la sua posizione, a seconda degli interessi di chi rappresentava in un determinato momento.

Ma Ebert e i capi della SPD sopravvalutavano di gran lunga non solo la forza del movimento dei consigli, ma anche quella della Lega Spartachista.

I Consigli dei Lavoratori e dei Soldati sciolsero tra le altre le amministrazioni comunali di Lipsia , Amburgo , Brema , Chemnitz e Gotha , prendendone il controllo.

A Braunschweig , Düsseldorf , Mülheim an der Ruhr e Zwickau furono inoltre arreati tutti i funzionari fedeli all'Imperatore.

Ad amburgo e Brema furono formate "Guardie Rosse" che dovevano proteggere la rivoluzione. I Consigli deposero la direzione della Leunawerke, una gigantesca fabbrica chimica vicino a Merseburg.

Sovente i nuovi Consigli venivano costituiti spontaneamente e arbitrariamente e non avevano assolutamente alcuna esperienza manageriale.

Alcuni erano corrotti e agivano per interesse personale. Amministrazione e Consigli dipendevano l'una dagli altri: la prima aveva la conoscenza e l'esperienza, i secondi l'influenza politica.

Per loro come per la maggior parte del resto della popolazione nel l'introduzione di una Repubblica dei Consigli in Germania non era mai stata all'ordine del giorno.

Molti volevano sostenere il nuovo governo e si aspettavano da questo l'abolizione del militarismo e dello stato autoritario.

La stanchezza della guerra e la miseria portavano gran parte dei Tedeschi a sperare in una soluzione pacifica e li inducevano a sopravvalutare parzialmente i risultati della rivoluzione.

Per impedire il congresso, il 15 dicembre Ebert e il generale Groener progettarono di riprendere il controllo della capitale con l'aiuto di truppe fatte affluire dal fronte.

Il 16 dicembre uno dei reggimenti previsti per questa azione si mosse troppo presto. Nel tentativo di arrestare il Consiglio Esecutivo, le truppe aprirono il fuoco contro una dimostrazione di "Guardie Rosse" disarmate, che erano Consigli dei Soldati affiliati agli Spartachisti, uccidendo 16 persone.

In precedenza il 10 dicembre Ebert aveva accolto dieci divisioni di ritorno dal fronte, nella speranza di poterle impiegare contro i consigli.

La guerra era alla fine, Natale era alle porte e la maggior parte dei soldati volevano solo tornare a casa dalle loro famiglie.

Il progettato colpo contro il Congresso dei Consigli non ebbe luogo. Sarebbe stato comunque inutile. Infatti il congresso, che tenne i suoi lavori il 16 dicembre nella Camera dei Deputati prussiana, consistette in maggioranza di seguaci della SPD.

Nemmeno Karl Liebknecht era riuscito ad ottenervi un incarico. Alla sua Lega Spartachista non fu concessa alcuna influenza. Il 19 dicembre i Consigli con voti a 98 votarono contro la creazione di un Sistema di Consigli come base per una nuova costituzione.

L'unico punto di controversia tra Ebert e il Congresso consisteva nella questione del controllo sulle forze armate. Il Congresso pretese tra l'altro un diritto di parola per il Consiglio Centrale, da esso eletto, nel comando supremo dell'esercito, la libera elezione degli ufficiali e i poteri disciplinari per i Consigli dei Soldati.

Ma questo andava contro l'accordo segreto fra Ebert e Groener. Entrambi fecero di tutto per far fallire la decisione. Diversamente dai soldati rivoluzionari di novembre, queste truppe erano composte da ufficiali di sentimenti monarchici e da uomini che temevano il ritorno nella vita civile.

Dopo averli tenuti in sospeso tutto il giorno, i marinai occuparono la cancelleria del Reich, tagliarono le linee del telefono, misero il Consiglio dei Commissari del Popolo agli arresti domiciliari e presero prigioniero Otto Wells.

Tuttavia - e nonostante Wells nel frattempo fosse stato rilasciato - Ebert, che si manteneva in contatto su una linea telefonica segreta con il Comando supremo a Kassel , la mattina del 24 dicembre diede l'ordine di attaccare il Castello con truppe fedeli al governo.

Ma i marinai resistettero con successo a questo attacco, sotto la guida del loro comandante Heinrich Dorrenbach. Nello scontro persero la vita circa 30 soldati e civili.

Esse dal canto loro furono allora disciolte o integrate nei Freikorps appena costituiti. Per salvare le apparenze, occuparono temporaneamente la redazione del periodico Roten Fahne.

Questo mostra da un lato, che i marinai non erano affatto spartachisti, dall'altro che nessuno dirigeva la rivoluzione. Anche se Liebknecht fosse stato un leader rivoluzionario come Lenin , come la leggenda lo ha reso in seguito, i marinai e i consigli difficilmente lo avrebbero accettato come tale.

Ma questo andava benissimo a Ebert, dal momento che egli aveva fatto partecipare gli indipendenti appunto la USPD al governo solamente sotto la pressione degli eventi rivoluzionari.

Dopo le esperienze con la SPD e la USPD, gli Spartachisti giunsero alla conclusione che i loro obiettivi potevano realizzarsi solo con un proprio partito.

Per questo - e per intercettare l'insoddisfazione di molti lavoratori verso il corso della rivoluzione fino a quel momento - fondarono insieme ad altri gruppi della sinistra socialista provenienti da tutto l'Impero il Partito Comunista di Germania Kommunistische Partei Deutschlands , KPD.

La maggioranza del partito, infatti, era antiparlamentare e sperava ancora di poter conseguire il potere attraverso la continua agitazione nelle industrie e la pressione della "strada".

Alcuni dei giornali interessati avevano nei giorni precedenti non solo esortato il dispiegamento di altri Freikorps , ma anche invitato ad uccidere gli Spartachisti.

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2 Antworten

  1. Ball sagt:

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  2. Goltigore sagt:

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